Effetto WOW quarto episodio. Il coinvolgimento emotivo.

Torniamo a parlare di comunicazione non convenzionale sul nostro blog. Abbiamo visto come il mondo del marketing tradizionale (ma non solo quello) ha bisogno di approcci diversi per non perdere efficacia. Siamo continuamente bombardati da messaggi pubblicitari che spesso non li ricordiamo.

Cosa dobbiamo fare? Adottare uno stile di comunicazione diverso, non convenzionale con contenuti esagerati, dinamici e inusuali. Il nostro obiettivo? Catturare l'attenzione del nostro potenziale cliente, far scattare l'effetto WOW per non far passare inosservato il nostro messaggio!

Nel post di oggi analizziamo insieme il quarto elemento del WOW, che si aggiunge ai precedenti: il coinvolgimento emotivo. Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme.

 

Il coinvolgimento emotivo

Le strategie per l'apprendimento ci insegnano come le emozioni contribuiscono a fissare in noi ricordi indelebili, perché aumentano la nostra attività cerebrale e neurologica durante il processo di memorizzazione.

Quanti ricordi sono presenti nella nostra mente solo perché legati ad un evento particolare? O quanti eventi ci coinvolgono emotivamente e ci spingono a ricordare un qualcosa che abbiamo già vissuto, scatenando in noi forti emozioni?

Guardate come questo video che pubblicizza una serie televisiva in Belgio lascia le persone senza parole. Obiettivo coinvolgimento emotivo centrato, non credete?

 

 

Il potere della mente

Il mondo della comunicazione cerca di attirare l’attenzione del potenziale interlocutore non solo stimolando i normali sensi, ma tentando di coinvolgerlo ed emozionarlo.

Citando Al Ries e Jack Trout: “il marketing alla fine è una guerra di percezioni, da fissare nella mente del nostro potenziale cliente. Perciò, se il marketing è una battaglia di percezioni e non di prodotti, allora la mente ha la precedenza sul mercato”. L’obiettivo della nostra comunicazione è semplice: essere primi nella mente del nostro potenziale cliente. Questo ci permetterà di essere anche primi nel mercato in cui abbiamo scelto di operare.

Un esempio di coinvolgimento emotivo nella comunicazione visiva.

 

Catturare l’attenzione

Spingere sul coinvolgimento emotivo significa entrare direttamente nei pensieri delle persone. Alle persone non piace cambiare idea. Perciò, un buon posizionamento si traduce in buoni risultati. Per riuscirci dobbiamo adottare uno stile di comunicazione diverso, non convenzionale. È lo stesso destinatario del messaggio, il nostro cliente, che ci chiede di coinvolgerlo in una relazione interattiva e dinamica.

Attenzione. Anche quando ci si sposta dal prodotto alla percezione, il nostro compito è sempre quello di coinvolgere, informare, intrattenere ed emozionare in modo propositivo, divertente, intelligente ma non manipolatorio!

 

Il coinvolgimento emotivo: alcuni esempi.

È tempo di passare dalla teoria alla pratica. Come utilizzare il quarto elemento del WOW nella nostra comunicazione? Ecco alcuni esempi. Una palestra, mette una bilancia alla fermata del bus in grado di rilevare il nostro peso! Un modo semplice e accattivante per pubblicizzare l'attività di un centro fitness.

Un esempio di coinvolgimento emotivo applicato ad una campagna pubblicitaria.

Ora passiamo a come coinvolgere il nostro cliente attraverso la stampa digitale. Ecco un cartellone di grande formato scelto da una società di lingerie. Un pezzo di stoffa mosso da alcuni fili trasparenti e dal vento, rende il coinvolgimento assicurato (soprattutto per il pubblico maschile!).

La coinvolgente campagna pubblicitaria di un'azienda di intimo.

Un tappeto rosso e uno schermo interattivo che rileva il movimento dei passati. Così la Nikon ha trasformato i pendolari di una metropolitana coreana in delle vere e proprie star! Quelli proposti sono solo dei piccoli accorgimenti che mostrano una maniera diversa e più incisiva di comunicare.

La particolare campagna pubblicitaria della Nikon.

 

Il coinvolgimento emotivo nell'arte

Il coinvolgimento emotivo, che noi abbiamo contestualizzato all’interno della comunicazione pubblicitaria, è in realtà uno stimolo che ha origini nobili ed importanti. Gli artisti l’hanno sempre utilizzato per comunicare e trasmettere un particolare stato d’animo o sentimento. Ecco due piccoli esempi.

Il primo è quello di Matthias Grünewald, nell'opera Altare di Issenheim (1512-1516), esposto al Musée d'Unterlinden, Colmar (Francia). E’ una spettacolare e drammatica “macchina” costituita da pannelli che si aprono, seguendo i vari tempi liturgici o a seconda dei riti. L'accentuazione dei caratteri della sofferenza del corpo di Cristo, la deformazione degli arti, l'enfatizzazione degli spasmi delle mani assicurano il coinvolgimento emotivo delle persone.

L'opera Altare di Issenheim di Matthias Grünewald.

Tutto il contesto, dall’ambientazione ai personaggi, contribuisce al carattere teatrale della raffigurazione. È interessante notare come il “target” privilegiato dell’opera era costituito dai tanti malati (soprattutto quelli sofferenti del Fuoco di Sant'Antonio) che venivano accolti nel monastero di Isenheim.

Secondo esempio è quello di Andrea Mantegna. Parliamo del famosissimo Cristo morto, una tempera su tela di 68x81 cm, dipinta nel periodo 1475-1478 ed esposto alla Pinacoteca di Brera di MilanoLo scorcio prospettico è vertiginoso ed ha uno scopo ben preciso: condurre lo sguardo dalle ferite lacerate dei piedi verso il volto cadaverico eppure virilissimo del Cristo, passando attraverso le piaghe delle mani dalle dita contratte. Ancora una volta i dettagli, dalle figure asimmetriche delle pie donne colte nelle espressioni di inconsolabile dolore fino al panneggio realisticamente rappresentato, esprimono tutto il groviglio di sentimenti scatenati da una simile visione.

Il famosissimo Cristo morto di Andrea Mantegna.

Il coinvolgimento emotivo è quindi una risorsa da cui pescare a piene mani, prendendo spunto dall'immenso patrimonio culturale disponibile o dalla ricerca continua e costante attraverso il web, i colleghi e le varie manifestazioni. Il tutto rispettando quello che i guru del marketing, come Ries e Trout ad esempio, propongono.

Identificare l'emozione giusta ed utilizzarla come veicolo di coinvolgimento. Alla fine, anche questo è il bello del nostro lavoro no?

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