Strategie web per Artigiani Tecnologici. La leggibilità.

Scrivere per il web non è così semplice come può sembrare. I particolari sono importanti. Nel post precedente abbiamo parlato dell’importanza di curare l’impostazione grafica di un testo. Oggi vedremo come rendere più leggibile il nostro messaggio. La leggibilità di un testo genera un doppio effetto: gli utenti leggeranno effettivamente il nostro articolo e saranno contenti di averlo fatto!

 

Perché dovrebbero leggere quello che scrivi?

In genere si scrive quando si ha qualcosa da dire. Ci siamo mai domandati se quello che abbiamo da dire può interessare a qualcuno?

Ricordiamoci che non stiamo facendo letteratura ma comunicazione. Non dobbiamo dimostrare di essere dei bravi scrittori. Scriviamo semplicemente perché abbiamo bisogno di comunicare con il nostro utente/cliente.

Qual è la nostra priorità? Vincere un premio letterario per le nostre doti di scrittura o arrivare direttamente al nostro utente/cliente?

La leggibilità del testo aiuta a comunicare meglio

 

Scrivi semplice per comunicare meglio

Soggetto + verbo + complemento. Punto. Questa è la formula più elementare e chiara. Frasi brevi che esprimono un concetto alla volta. Danno il tempo al lettore di apprendere e al cervello di respirare. Di capire senza fatica. Un passetto alla volta.

È meglio evitare frasi con molte subordinate, gerundi, verbi al passivo e periodi contorti. Concentriamo i pensieri in più frasi principali.

 

La brevità aiuta la comprensione

Frasi brevi sono più comprensibili. Parole con meno sillabe sono più leggibili di quelle con più sillabe.

Ricordati di queste semplici regole anche quando componi un titolo. La brevità non è solo una questione di spazio, ma anche di leggibilità.

Frasi brevi sono più comprensibili. Parole con meno sillabe sono più leggibili di quelle con più sillabe.

 

Indice di leggibilità Gulpease

L'indice Gulpease è una formula che, in base al numero di frasi, parole e lettere, calcola la leggibilità di un testo. Indica il grado d’istruzione necessario per comprendere appieno quanto scritto.

È forse il più usato, ma ne esistono altri. Non è la legge, ma è interessante testare i nostri scritti per avere un metro di paragone e correggere il tiro.

La scala di leggibilità va da 0 a 100: 0 = non è leggibile, 100 = è leggibile.

Più precisamente:

  • 80 - 100 > leggibile con licenza elementare.
  • 60 - 80 > leggibile con licenza media.
  • 40 - 60 > leggibile con licenza superiore.
  • 0 - 40 > di difficile comprensione.

Clicca qui per misurare la leggibilità del tuo testo!

 

Il vocabolario di base della lingua italiana

Il linguista Tullio De Mauro ha racchiuso in un dizionario le parole di uso più frequente: sono circa 7000. Per intenderci, lo Zingarelli 2013 conta 143.000 voci. La lingua italiana offre un vasto ventaglio terminologico, ma il linguaggio corrente sfrutta solo una minima parte delle parole disponibili.

Per farsi capire occorrerebbe rifarsi a questo ristretto vocabolario. Questo non significa rinunciare alle parole, ai loro significati e sfumature. I significati sono importanti. Occorre scegliere le parole giuste per esprimerli al meglio. Se le parole selezionate rimangono fuori dalla portata dei più, semplicemente le si spiegano.

Anche i concetti più complessi possono essere compresi. Non serve semplificarli rischiando di banalizzarli o impoverirli. Basta spiegarli con semplicità.

 

Ordina i concetti per punti

Organizziamo il discorso in più punti. Così non rischiamo di ripeterci e creare confusione nel lettore.

Ogni punto è come un micro contenuto. Separiamo ogni micro contenuto dall'altro con degli spazi e un titoletto (ritmo visivo). Dando un titolo ad ogni capoverso non solo forniamo un riassunto al lettore, ma abbiamo anche la possibilità di rafforzare le keyword.

In questo modo, il lettore ha chiaro il percorso logico del discorso. Non è costretto a leggere tutto per conoscere il contenuto intero dell'articolo e può saltare da un punto all'altro secondo le sue curiosità e priorità. Un utente gratificato è un utente felice. Un utente felice è un utente che tornerà più volentieri sulla nostra pagina web.

Anche i concetti più complessi possono essere compresi. Non serve semplificarli rischiando di banalizzarli o impoverirli. Basta spiegarli con semplicità.

 

Il contesto del testo

Prima di scrivere, teniamo conto di dove sarà pubblicato il nostro articolo. Se lo spazio di destinazione è uno spazio caotico, ricco di altri contenuti, o se è uno spazio più silenzioso.

Pubblichiamo il testo nel nostro blog? Su un sito ricco di altri contenuti? O lo postiamo su Facebook? C’è concorrenza? Attira l'attenzione del lettore!

Dobbiamo tener contro della concorrenza, del chiasso della pagina web, dello spazio visivo che ci viene concesso. A seconda del luogo di pubblicazione cambia anche la propensione dell’utente alla lettura.

Se entra nel nostro blog, è molto probabile che voglia leggerne i contenuti. Se è “a passeggio” in un luogo pubblico, per esempio in un sito aggregatore di contenuti, saremo costretti a fare uno sforzo in più per essere scelti. Ecco che scendono in campo altri elementi: le immagini, il titolo e le prime righe dell'articolo.

 

Leggere e rileggere

Prima di pubblicare, leggiamo molte volte l'articolo per correggere eventuali errori di battitura o refusi. Per scrivere comprensibile è consigliabile leggere molto, sia testi semplici che testi complessi. I testi semplici forniscono spunti per scrivere leggibile. I testi complessi tengono il nostro cervello e il nostro vocabolario in allenamento.

Seguite la rubrica in esclusiva su questo blog non perdetevi i prossimi post! 

Vuoi sapere di più su questo argomento? Scrivici subito e ti risponderemo immediatamente! Articolo a cura di Norz Web Marketing